Ambiente: la mala-gestione del verde a Busto Arsizio (foto e video)

Alberi appena nati e tagliati durante la manutenzione del verde, altri che spuntano e crescono direttamente dai marciapiedi; erba tagliata e lasciata per terra che copre i tombini e li intoppa in caso di pioggia, cartelli pubblicitari piantati su tronchi di alberi tagliati e abbandonati. Ecco il reportage fotografico e video che ha portato all’interrogazione del Gruppo consiliare PD sulla manutenzione del verde a Busto Arsizio

Abbraccia un albero (e assicurati non venga tagliato)

Chi parla nel video qui sopra è Andrea Pozzi, partecipante di una delle passate edizione dell’iniziativa di Legambiente “Abbraccia un albero”, effettuata in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Busto Arsizio in un pezzo di terreno compreso tra viale Toscana, via Stradella e via XXIV maggio ed in cui erano stati piantati sei alberi.

La cura dei sei alberi in questi anni è stata portata avanti da Andrea con attenzione al fine di evitare che gli alberi, ancora piccoli rispetto alla vegetazione intorno, venissero tagliati e ha così provveduto a proprie spese a recintare i suddetti alberi con una rete di protezione. Nonostante questo, come si vede nel video, due dei sei alberi sono stati tagliati.

Gli alberi spuntano e crescono dai marciapiedi

Chiamato da Andrea, lo scorso 24 settembre abbiamo fatto insieme un piccolo giro tra le strade della città. Dall’altro video qui sopra si vede benissimo come il marciapiede di viale Toscana sia completamente abbandonato, tanto che gli alberi spuntano e crescono direttamente dal cemento.

Abbiamo poi girato a piedi tra alcune vie cittadine, soprattuto tra la zona di Borsano e Sant’Edoardo, ed è possibile vedere dalle foto qui sotto come nonostante quel giorno l’erba fosse stata tagliata da poco, in molte zone continui a spuntare direttamente dai marciapiedi. Non solo: lì dove appena tagliata, l’erba è stata abbandonata per strada tanto da finire a coprire alcuni tombini che sarebbero quindi stati intasati in caso di pioggia, provocando possibili allagamenti.

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L’interrogazione del PD in Consiglio comunale

Preso atto della situazione, con il Gruppo consiliare del PD abbiamo preparato e protocollato un’interrogazione in cui chiediamo di conoscere:

  • i responsabili del taglio degli alberi ubicati tra via Stradella, via XXIV Maggio e Viale Toscana;
  • chi ha in gestione la cura del verde nella città di Busto Arsizio e quali siano le disposizioni date dall’Amministrazione circa la manutenzione del verde in città;
  • se l’Amministrazione abbia in programma un piano strategico per la sistemazione dei viali alberati e la risoluzione definitiva dell’erba che fuoriesce dai marciapiedi di molte zone della nostra città.

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Family bag e riduzione della Tari per chi dona: impegniamoci contro lo spreco alimentare

Il 2 agosto è stata approvata – a larghissima maggioranza ed via definitiva dal Parlamento – la proposta di legge recante “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Legge entrata in vigore lo scorso 14 settembre 2016.

Le finalità della legge sul contrasto allo spreco alimentare

La legge, di cui la prima firmataria è l’on. di Fagnano Olona Maria Chiara Gadda, persegue la finalità di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari (ivi inclusa la ristorazione scolastica), attraverso iniziative volte a favorire il recupero delle eccedenze a fini di solidarietà sociale, assegnando una priorità al consumo umano a favore di persone indigenti.

Legge spreco alimentare, Mozione Busto Arsizio

La mozione: tavolo di coordinamento, family bag e riduzione della Tari

A Busto Arsizio e nel nostro territorio sono già diverse le associazioni di volontariato impegnate nel contrasto allo spreco alimentare, ma proprio per questo, perché la nostra città è terreno fertile di buone pratiche, su questi temi possiamo e dobbiamo fare di più. Le realtà che già operano con grande successo in città devono essere supportate e incentivate maggiormente. Ecco il perché della nostra mozione.

Che cosa chiediamo all’Amministrazione di Busto Arsizio?

  • che venga costituito un tavolo di coordinamento, che coinvolga istituti scolastici, enti caritativi, associazioni culturali, gruppi e organizzazioni del territorio, funzionari pubblici, grande distribuzione e il Distretto Urbano del Commercio, al fine di promuovere nuove progettualità e divulgare pratiche “anti spreco”;
  • che i titolari di attività di somministrazione vengano sensibilizzati sul tema e coinvolti dall’Amministrazione in attività di contrasto agli sprechi alimentari e, nello specifico, si promuova il rilascio di appositi contenitori – denominati anche “family bag” – così da permettere ai clienti di portare a casa il cibo e/o le bevande avanzati a tavola. Si definiscano, di concerto con gli operatori, le modalità per pubblicizzare, anche attraverso il sito internet del comune, tali iniziative;
  • che venga applicato un coefficiente di riduzione alla tariffa rifiuti proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione da parte di chi produca o distribuisca beni alimentari e che a titolo gratuito ceda, direttamente o indirettamente, tali beni alimentari agli indigenti e alle persone in maggiori condizioni di bisogno ovvero per l’alimentazione animale;
  • che venga definita una rendicontazione annuale in Consiglio Comunale delle diverse iniziative messe in campo e dei risultati ottenuti.

Ecco il testo della mozione

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Emergenza profughi: ripartiamo con responsabilità e professionalità

Sono andato in via Dei Mille. Da solo. Dopo le manifestazioni, le polemiche, le varie interviste (di altri) di questi giorni, ho voluto aspettare prima di parlare. Ragionare a mente fredda. Osservare. Studiare.

Ho riletto (qui uno dei tanti articoli sulla protesta dei profughi in piazza Plebiscito), mi son fatto raccontare l’esito del colloquio di questa mattina con il Sindaco (qui una sintesi) e questo pomeriggio sono andato in via Dei Mille per guardare con i miei occhi. Non ho fatto video, niente foto, dovrete accontentarvi delle mie parole.

L’attuale situazione

Niente più striscioni fuori dallo stabile. Nessuna protesta né sit-in o “pericoli pubblici”, come li ha definiti qualcuno. Sono entrato e all’ingresso c’erano alcuni ragazzi che mi hanno salutato. “C’è qualcuno che parla italiano?” ho chiesto. “Sì, vieni”.

Incontro qualcuno di loro. Gli chiedo se sono soddisfatti dell’incontro avuto con il Sindaco: “Sì, ha detto che in una settimana ci fa sapere per la carta d’identità. Chiediamo solo questo. Poter avere il permesso di soggiorno per poter fare qualcosa. Sono due anni che io sono qua. Vorrei andare a raccogliere i pomodori in Puglia se potessi, ma non posso. Sono bloccato qua”.

Non vi descrivo il giro dello stabile, potete leggerlo da soli qui (link), ma vi racconto della tranquillità, pacatezza, umanità di cinque ragazzi con cui ho scambiato quattro chiacchiere e che altro non chiedono di poter “fare qualcosa, qualsiasi cosa”. E di farlo in regola. Rispettando le leggi italiane. Senza lavorare in nero e pagando le tasse. Uomini, veri.

L’altro centro profughi presente in città

Veniamo all’aspetto politico. E parto da un articolo di VareseNews in cui si racconta di un’altra realtà presente in città: Casa Onesimo. Vi riporto alcune frasi.

Qui 20 profughi e alcuni detenuti del carcere di Busto Arsizio convivono da diversi anni. […] Angelo spiega come funziona la vita in questo edificio: «Certamente anche qui abbiamo i nostri problemi ma cerchiamo di risolverli facendo sentire tutti come se fossero parte di una grande famiglia – spiega – prediligiamo il rapporto uno a uno, facciamo colloqui e cerchiamo di incontrare le esigenze per quanto è possibile ma in cambio chiediamo di seguire la scuola di italiano e di imparare le regole base della convivenza in Italia». (Link all’articolo intero).

Che cosa fare

Il “problema” e il tentativo di una soluzione sta prima di tutto nella professionalità di chi gestisce i centri d’accoglienza. Per aiutare i profughi ci vogliono professionisti. Per aiutare persone che sono state torturate, che scappano da una guerra, che hanno abbandonato la propria famiglia, ci vogliono psicologi, educatori, professionisti. Per aiutare chi ha un carattere grintoso e irascibile, ci vuole chi sa ascoltarlo, capirlo, tranquillizzarlo. Per dar qualcosa da fare a un ragazzo tenace che ha voglia di riscatto, ci vuole qualcuno capace di offrirgli la possibilità di fare quel qualcosa.

Ecco che l’attenzione si deve spostare allora dai profughi (dei quali tutti quanti, spero, capiamo più o meno la situazione) a chi prende in carico la gestione. E la gestione di via De Mille in questi anni è stata pessima. L’attenzione da parte della politica locale è stata inesistente. I controlli da parte di chi doveva verificare, probabilmente, nulli.

Se leggiamo in sintesi le richieste di questi ragazzi sono due: carta d’identità (per poter essere in regola), cambio della cooperativa che “gestisce la loro vita”. Ed ecco il nodo cruciale (e il motivo per cui invito a leggere l’articolo su Casa Onesimo).

Il problema non sono i 35 euro a rifugiato. Il problema sono come vengono spesi questi 35 euro a rifugiato. Via Dei Mille ci deve insegnare che non può e non deve bastare un letto, un bagno e un qualche cibo dato. Questo è ciò che serve a sopperire a un’emergenza, ma la Politica deve guardare lontano. Deve progettare il lungo periodo. Non deve solo sfamare gli affamati, deve costruire percorsi formativi che facciano diventare le persone cittadini.

Ripartiamo con responsabilità e professionalità

Ho già scritto troppo. L’argomento è lungo e complesso e queste mie parole sono solo l’inizio di un percorso non solo di riflessione, ma soprattutto d’azione. Bene l’attenzione del Sindaco. Bene l’attivarsi per le Carte d’Identità. Bene voler chiedere al Prefetto di cambiare la gestione del centro di via Dei Mille. Adesso, però, non sbagliamo più. Non possiamo più permetterci una KB srl. Ma non possiamo nemmeno permetterci di fare tutto da soli. Come scritto sopra, servono professionisti. Servono competenze e strumenti. Servono tempi e spazi.

Studiamo le soluzioni migliori, le strade da percorrere (una potrebbe essere quella dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ma facciamolo in fretta. Non possiamo più permetterci di far finta di niente. E’ ora che la Politica si assuma le sue responsabilità

ex Conventino e ciminiera Borri: chiediamo una perizia e la loro tutela

Abbiamo presentato questa mattina una mozione in cui chiediamo all’Amministrazione di procedere a una perizia rispetto ai beni storico-culturali da tutelare all’interno dell’ex Conventino. Chiediamo inoltre di non procedere ad alcun tipo di lavoro prima dei risultati di queste perizie.

ex Conventino, Busto Arsizio

Già predisposti 899.755 euro: che fine farebbero?

All’interno della mozione che trovate qui sotto chiediamo inoltre che i risultati della perizia vengano discussi in Consiglio comunale e solo dopo si proceda ai lavori. Lavori che per i quali il Consiglio comunale del 26 novembre 2015 ha deliberato che devono essere utilizzati i fondi (quantificati in 899.755 euro) che la società che sta facendo i lavori in Piazza Vittorio Emanuele avrebbe dovuto utilizzare per la realizzazione del parcheggio interrato. Nel caso così non fosse, chiediamo dunque cosa l’Amministrazione intenda fare con quei soldi.

La Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri rimanga simbolo della nostra storia economica

Infine, capitolo ulteriore dedicato alla Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri per la quale anche chiediamo una perizia e che, a memoria della storia economica della nostra città, venga lasciata esattamente dov’è, così come avvenuto ad esempio con quella presente al Parco Milani.

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Zona industriale Busto Arsizio: quando sarà costruita l’Area servizi?

Era uno dei nostri punti nel programma della campagna elettorale: la costruzione di un’area servizi per le imprese all’interno della zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio. Cosa intende fare ora l’amministrazione guidata dal Sindaco Antonelli?

La zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio

Situata nel quartiere di Sacconago, nella zona industriale di Busto Arsizio,  sono ubicate più di 140 imprese per un totale di 350mila metri quadrati di capannoni.

Al momento del loro insediamento, le imprese hanno stipulato con il Comune di Busto Arsizio alcune Convenzioni in cui venivano definiti gli oneri di urbanizzazione che le imprese stesse hanno successivamente pagato. Questi oneri sarebbero dovuti essere utilizzati dal Comune per costruire un’Area servizi: così non è stato.

La totale mancanza di qualsiasi tipo di servizio

Come si vede anche dalla cartina qui sotto, la zona industriale di Sacconago è completamente staccata e isolata dal resto della città. Se questo da un lato è un vantaggio per la viabilità dei camion e quindi del trasporto merci, dall’altro isola completamente i migliaia di lavoratori che ogni giorno “vivono” la zona.

Non esiste trasporto pubblico per recarsi a lavoro. Non esistono banche dove effettuare operazioni finanziarie o banalmente mense dove potersi recare a mangiare in pausa pranzo. Questo anche perché l’amministrazione comunale ha vietato servizi di catering interni o mense aziendali nelle vicinanze.

Zona Industriale, Busto Arsizio, Zona produttiva

La costruzione di un’Area servizi

E’ una necessità sottolineata anche da una recente inchiesta di Confartigianato e alla quale vogliamo dare la massima attenzione. Non solo attraverso la soddisfazione dei bisogni primari. La zona industriale di Sacconago è una delle più grandi della Lombardia e può, e deve essere motore pulsante della nostra economia. Qui i lavoratori devono sapere di poter lavorare e vivere conciliando i bisogni professionali con quelli privati, a partire dall’esempio più semplice della costruzione di un asilo dove poter portare i propri figli all’insediamento di un presidio medico a servizio di tutte le aziende.

Anche sa all’opposizione, continuiamo a portare avanti il nostro programma e la nostra visione di una Busto Arsizio migliore. Ecco il testo dell’interrogazione a firma dell’intero Gruppo PD di Busto Arsizio.

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Biblioteca, CIE e piazza Toselli: il Consiglio comunale del 28 luglio 2016

Interogazione sulla mancanza di un Direttore e ampliamento degli orari e dei giorni di apertura della Biblioteca comunale, istituzione della Carta d’Identità Elettronica e rifacimento di piazza Tosseli a Borsano.

Ecco la convocazione e l’ordine del giorno del Consiglio comunale di Busto Arsizio che si terrà giovedì 28 luglio a partire dalle ore 21.00.

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Carta d’identità elettronica per i cittadini di Busto Arsizio

Digitalizzare la pubblica amministrazione e semplificarne il rapporto con i cittadini. E’ uno degli obiettivi che ci siamo dati in campagna elettorale e che quindi portiamo avanti in Consiglio comunale a Busto Arsizio.

Carta di identità elettronica, CIE

Carta di identità elettronica

E’ il primo passo nella digitalizzazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Oltre all’impiego ai fini dell’identificazione, infatti, la Carta di identità elettronica può essere utilizzata per richiedere una identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale – link) che garantisce l’accesso online a tutti i servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni.

Come funziona?

Attraverso un microprocessore installato all’interno della Carta d’identità elettronica attraverso il quale si può verificare l’identità del titolare e accedere ai diversi servizi. Tutte le info e spiegazioni sul sito predisposto ad hoc dal Governo (link).

In quali Comuni è attiva la CIE?

Sono 153 i Comuni in cui è stato attivato il Progetto “Carta di identità elettronica” (link). In provincia di Varese l’unico comune iscritto nell’anagrafe dei “comuni emettitori” è il Comune di Varese.

Ecco il testo dell’interrogazione con cui chiediamo all’Amministrazione di Busto Arsizio di attivarsi per l’adesione al progetto

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Biblioteca Busto Arsizio: ampliamo l’orario e i giorni d’apertura

Era uno degli impegni presi in campagna elettorale ed anche un’urgenza per i ragazzi che la frequentano in questo periodo: chiedere che venga ampliato l’orario (soprattutto nel periodo estivo) e anche i giorni di apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio. Questa mattina l’abbiamo fatto.

La mozione

Ecco le motivazioni con cui abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di “aumentare l’orario e i giorni di apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio e – per farlo – di creare un’Associazione ‘Amici della Biblioteca’ in cui possano iscriversi ed essere formati i volontari che vogliano supportare l’Amministrazione comunale nella maggiore apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio”:

  • da diversi anni la Biblioteca comunale di Busto Arsizio è divenuta un vero e proprio luogo di aggregazione culturale per i giovani studenti delle scuole superiori e universitari, sia residenti a Busto Arsizio che residenti nei Comuni limitrofi
  • annualmente vi è un aumento dell’affluenza in corrispondenza della maturità (maggio – luglio) e degli esami universitari (settembre, gennaio – febbraio, giugno – luglio)
  • l’incontro, lo scambio di idee tra i giovani, la possibilità di accesso ad un archivio bibliografico quale quello della Biblioteca comunale di Busto Arsizio arricchiscono la cultura e la partecipazione attiva alle politiche sociali della città di Busto Arsizio
  • una maggiore apertura, anche nel week end, della Sezione ragazzi può permettere un maggiore accesso alle famiglie con bambini ai contenuti culturali lori dedicati

Un’associazione di volontari in supporto dell’Amministrazione

Aumentare gli orari e i giorni di apertura ha ovviamente un costo e non si può chiedere ai dipendenti di fare più ore di quanto gli spetta, per questo motivo nella mozione proponiamo di creare una’Associazione “Amici della biblioteca” dove possano essere formati e responsabilizzati i volontari che possano così supportare l’Amministrazione nell’aumento di giorni e orari di apertura.

Il testo della mozione

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Antimafia, PD: una Commissione nel Comune di Busto Arsizio

Istituire una Commissione permanente antimafia all’interno del Consiglio comunale di Busto Arsizio: questa la richiesta che ho inviato questa mattina all’ufficio protocollo del Comune di Busto Arsizio. Questa la promessa che avevo fatto in campagna elettorale e che ho voluto mantenere.

Mi sono candidato anche per portare al centro dell’attenzione e dell’azione politica la lotta alla mafia e l’educazione alla legalità. Con questa proposta di delibera, con il Gruppo PD incominciamo a fare il primo passo.

I compiti della Commissione

Se approvati, saranno diversi i compiti proposti in capo alla nuova”Commissione consiliare permanente per lo studio e la promozione di azioni amministrative finalizzate alla prevenzione e al contrasto del radicamento e del condizionamento delle organizzazioni di tipo mafioso, alla lotta alla corruzione e all’evasone fiscale”.

  • Conoscere, valutare, acquisire, proporre regole, indirizzi, buone prassi attivate o attivabili dall’Amministrazione comunale in tema di lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso;
  • Studiare e proporre convenzioni e protocolli d’intesa da sottoscrivere con istituzioni, enti e associazioni che promuovono regole e buone prassi nella lotta alla presenza e al radicamento del potere criminale di tipo mafioso;
  • Sostegno alle vittime di racket, di usura, di minacce e atti intimidatori;
  • Promuovere percorsi formativi per dirigenti, funzionari e amministratori pubblici sui diversi temi collegati all’oggetto di lavoro della Commissione;
  • Promuovere la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie presenti sul territorio di Busto Arsizio;
  • Sostenere tutte le persone esposte nella quotidiana battaglia per la legalità, contro il potere criminale mafioso;
  • Conoscere, promuovere, proporre iniziative in tema di educazione alla legalità democratica e all’antimafia sociale, in particolare nelle scuole cittadine.

Di seguito riporto il testo integrale della proposta di delibera

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