Emergenza profughi: ripartiamo con responsabilità e professionalità

Sono andato in via Dei Mille. Da solo. Dopo le manifestazioni, le polemiche, le varie interviste (di altri) di questi giorni, ho voluto aspettare prima di parlare. Ragionare a mente fredda. Osservare. Studiare.

Ho riletto (qui uno dei tanti articoli sulla protesta dei profughi in piazza Plebiscito), mi son fatto raccontare l’esito del colloquio di questa mattina con il Sindaco (qui una sintesi) e questo pomeriggio sono andato in via Dei Mille per guardare con i miei occhi. Non ho fatto video, niente foto, dovrete accontentarvi delle mie parole.

L’attuale situazione

Niente più striscioni fuori dallo stabile. Nessuna protesta né sit-in o “pericoli pubblici”, come li ha definiti qualcuno. Sono entrato e all’ingresso c’erano alcuni ragazzi che mi hanno salutato. “C’è qualcuno che parla italiano?” ho chiesto. “Sì, vieni”.

Incontro qualcuno di loro. Gli chiedo se sono soddisfatti dell’incontro avuto con il Sindaco: “Sì, ha detto che in una settimana ci fa sapere per la carta d’identità. Chiediamo solo questo. Poter avere il permesso di soggiorno per poter fare qualcosa. Sono due anni che io sono qua. Vorrei andare a raccogliere i pomodori in Puglia se potessi, ma non posso. Sono bloccato qua”.

Non vi descrivo il giro dello stabile, potete leggerlo da soli qui (link), ma vi racconto della tranquillità, pacatezza, umanità di cinque ragazzi con cui ho scambiato quattro chiacchiere e che altro non chiedono di poter “fare qualcosa, qualsiasi cosa”. E di farlo in regola. Rispettando le leggi italiane. Senza lavorare in nero e pagando le tasse. Uomini, veri.

L’altro centro profughi presente in città

Veniamo all’aspetto politico. E parto da un articolo di VareseNews in cui si racconta di un’altra realtà presente in città: Casa Onesimo. Vi riporto alcune frasi.

Qui 20 profughi e alcuni detenuti del carcere di Busto Arsizio convivono da diversi anni. […] Angelo spiega come funziona la vita in questo edificio: «Certamente anche qui abbiamo i nostri problemi ma cerchiamo di risolverli facendo sentire tutti come se fossero parte di una grande famiglia – spiega – prediligiamo il rapporto uno a uno, facciamo colloqui e cerchiamo di incontrare le esigenze per quanto è possibile ma in cambio chiediamo di seguire la scuola di italiano e di imparare le regole base della convivenza in Italia». (Link all’articolo intero).

Che cosa fare

Il “problema” e il tentativo di una soluzione sta prima di tutto nella professionalità di chi gestisce i centri d’accoglienza. Per aiutare i profughi ci vogliono professionisti. Per aiutare persone che sono state torturate, che scappano da una guerra, che hanno abbandonato la propria famiglia, ci vogliono psicologi, educatori, professionisti. Per aiutare chi ha un carattere grintoso e irascibile, ci vuole chi sa ascoltarlo, capirlo, tranquillizzarlo. Per dar qualcosa da fare a un ragazzo tenace che ha voglia di riscatto, ci vuole qualcuno capace di offrirgli la possibilità di fare quel qualcosa.

Ecco che l’attenzione si deve spostare allora dai profughi (dei quali tutti quanti, spero, capiamo più o meno la situazione) a chi prende in carico la gestione. E la gestione di via De Mille in questi anni è stata pessima. L’attenzione da parte della politica locale è stata inesistente. I controlli da parte di chi doveva verificare, probabilmente, nulli.

Se leggiamo in sintesi le richieste di questi ragazzi sono due: carta d’identità (per poter essere in regola), cambio della cooperativa che “gestisce la loro vita”. Ed ecco il nodo cruciale (e il motivo per cui invito a leggere l’articolo su Casa Onesimo).

Il problema non sono i 35 euro a rifugiato. Il problema sono come vengono spesi questi 35 euro a rifugiato. Via Dei Mille ci deve insegnare che non può e non deve bastare un letto, un bagno e un qualche cibo dato. Questo è ciò che serve a sopperire a un’emergenza, ma la Politica deve guardare lontano. Deve progettare il lungo periodo. Non deve solo sfamare gli affamati, deve costruire percorsi formativi che facciano diventare le persone cittadini.

Ripartiamo con responsabilità e professionalità

Ho già scritto troppo. L’argomento è lungo e complesso e queste mie parole sono solo l’inizio di un percorso non solo di riflessione, ma soprattutto d’azione. Bene l’attenzione del Sindaco. Bene l’attivarsi per le Carte d’Identità. Bene voler chiedere al Prefetto di cambiare la gestione del centro di via Dei Mille. Adesso, però, non sbagliamo più. Non possiamo più permetterci una KB srl. Ma non possiamo nemmeno permetterci di fare tutto da soli. Come scritto sopra, servono professionisti. Servono competenze e strumenti. Servono tempi e spazi.

Studiamo le soluzioni migliori, le strade da percorrere (una potrebbe essere quella dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ma facciamolo in fretta. Non possiamo più permetterci di far finta di niente. E’ ora che la Politica si assuma le sue responsabilità

ex Conventino e ciminiera Borri: chiediamo una perizia e la loro tutela

Abbiamo presentato questa mattina una mozione in cui chiediamo all’Amministrazione di procedere a una perizia rispetto ai beni storico-culturali da tutelare all’interno dell’ex Conventino. Chiediamo inoltre di non procedere ad alcun tipo di lavoro prima dei risultati di queste perizie.

ex Conventino, Busto Arsizio

Già predisposti 899.755 euro: che fine farebbero?

All’interno della mozione che trovate qui sotto chiediamo inoltre che i risultati della perizia vengano discussi in Consiglio comunale e solo dopo si proceda ai lavori. Lavori che per i quali il Consiglio comunale del 26 novembre 2015 ha deliberato che devono essere utilizzati i fondi (quantificati in 899.755 euro) che la società che sta facendo i lavori in Piazza Vittorio Emanuele avrebbe dovuto utilizzare per la realizzazione del parcheggio interrato. Nel caso così non fosse, chiediamo dunque cosa l’Amministrazione intenda fare con quei soldi.

La Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri rimanga simbolo della nostra storia economica

Infine, capitolo ulteriore dedicato alla Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri per la quale anche chiediamo una perizia e che, a memoria della storia economica della nostra città, venga lasciata esattamente dov’è, così come avvenuto ad esempio con quella presente al Parco Milani.

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Zona industriale Busto Arsizio: quando sarà costruita l’Area servizi?

Era uno dei nostri punti nel programma della campagna elettorale: la costruzione di un’area servizi per le imprese all’interno della zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio. Cosa intende fare ora l’amministrazione guidata dal Sindaco Antonelli?

La zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio

Situata nel quartiere di Sacconago, nella zona industriale di Busto Arsizio,  sono ubicate più di 140 imprese per un totale di 350mila metri quadrati di capannoni.

Al momento del loro insediamento, le imprese hanno stipulato con il Comune di Busto Arsizio alcune Convenzioni in cui venivano definiti gli oneri di urbanizzazione che le imprese stesse hanno successivamente pagato. Questi oneri sarebbero dovuti essere utilizzati dal Comune per costruire un’Area servizi: così non è stato.

La totale mancanza di qualsiasi tipo di servizio

Come si vede anche dalla cartina qui sotto, la zona industriale di Sacconago è completamente staccata e isolata dal resto della città. Se questo da un lato è un vantaggio per la viabilità dei camion e quindi del trasporto merci, dall’altro isola completamente i migliaia di lavoratori che ogni giorno “vivono” la zona.

Non esiste trasporto pubblico per recarsi a lavoro. Non esistono banche dove effettuare operazioni finanziarie o banalmente mense dove potersi recare a mangiare in pausa pranzo. Questo anche perché l’amministrazione comunale ha vietato servizi di catering interni o mense aziendali nelle vicinanze.

Zona Industriale, Busto Arsizio, Zona produttiva

La costruzione di un’Area servizi

E’ una necessità sottolineata anche da una recente inchiesta di Confartigianato e alla quale vogliamo dare la massima attenzione. Non solo attraverso la soddisfazione dei bisogni primari. La zona industriale di Sacconago è una delle più grandi della Lombardia e può, e deve essere motore pulsante della nostra economia. Qui i lavoratori devono sapere di poter lavorare e vivere conciliando i bisogni professionali con quelli privati, a partire dall’esempio più semplice della costruzione di un asilo dove poter portare i propri figli all’insediamento di un presidio medico a servizio di tutte le aziende.

Anche sa all’opposizione, continuiamo a portare avanti il nostro programma e la nostra visione di una Busto Arsizio migliore. Ecco il testo dell’interrogazione a firma dell’intero Gruppo PD di Busto Arsizio.

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Biblioteca, CIE e piazza Toselli: il Consiglio comunale del 28 luglio 2016

Interogazione sulla mancanza di un Direttore e ampliamento degli orari e dei giorni di apertura della Biblioteca comunale, istituzione della Carta d’Identità Elettronica e rifacimento di piazza Tosseli a Borsano.

Ecco la convocazione e l’ordine del giorno del Consiglio comunale di Busto Arsizio che si terrà giovedì 28 luglio a partire dalle ore 21.00.

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Carta d’identità elettronica per i cittadini di Busto Arsizio

Digitalizzare la pubblica amministrazione e semplificarne il rapporto con i cittadini. E’ uno degli obiettivi che ci siamo dati in campagna elettorale e che quindi portiamo avanti in Consiglio comunale a Busto Arsizio.

Carta di identità elettronica, CIE

Carta di identità elettronica

E’ il primo passo nella digitalizzazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Oltre all’impiego ai fini dell’identificazione, infatti, la Carta di identità elettronica può essere utilizzata per richiedere una identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale – link) che garantisce l’accesso online a tutti i servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni.

Come funziona?

Attraverso un microprocessore installato all’interno della Carta d’identità elettronica attraverso il quale si può verificare l’identità del titolare e accedere ai diversi servizi. Tutte le info e spiegazioni sul sito predisposto ad hoc dal Governo (link).

In quali Comuni è attiva la CIE?

Sono 153 i Comuni in cui è stato attivato il Progetto “Carta di identità elettronica” (link). In provincia di Varese l’unico comune iscritto nell’anagrafe dei “comuni emettitori” è il Comune di Varese.

Ecco il testo dell’interrogazione con cui chiediamo all’Amministrazione di Busto Arsizio di attivarsi per l’adesione al progetto

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Biblioteca Busto Arsizio: ampliamo l’orario e i giorni d’apertura

Era uno degli impegni presi in campagna elettorale ed anche un’urgenza per i ragazzi che la frequentano in questo periodo: chiedere che venga ampliato l’orario (soprattutto nel periodo estivo) e anche i giorni di apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio. Questa mattina l’abbiamo fatto.

La mozione

Ecco le motivazioni con cui abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di “aumentare l’orario e i giorni di apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio e – per farlo – di creare un’Associazione ‘Amici della Biblioteca’ in cui possano iscriversi ed essere formati i volontari che vogliano supportare l’Amministrazione comunale nella maggiore apertura della Biblioteca comunale di Busto Arsizio”:

  • da diversi anni la Biblioteca comunale di Busto Arsizio è divenuta un vero e proprio luogo di aggregazione culturale per i giovani studenti delle scuole superiori e universitari, sia residenti a Busto Arsizio che residenti nei Comuni limitrofi
  • annualmente vi è un aumento dell’affluenza in corrispondenza della maturità (maggio – luglio) e degli esami universitari (settembre, gennaio – febbraio, giugno – luglio)
  • l’incontro, lo scambio di idee tra i giovani, la possibilità di accesso ad un archivio bibliografico quale quello della Biblioteca comunale di Busto Arsizio arricchiscono la cultura e la partecipazione attiva alle politiche sociali della città di Busto Arsizio
  • una maggiore apertura, anche nel week end, della Sezione ragazzi può permettere un maggiore accesso alle famiglie con bambini ai contenuti culturali lori dedicati

Un’associazione di volontari in supporto dell’Amministrazione

Aumentare gli orari e i giorni di apertura ha ovviamente un costo e non si può chiedere ai dipendenti di fare più ore di quanto gli spetta, per questo motivo nella mozione proponiamo di creare una’Associazione “Amici della biblioteca” dove possano essere formati e responsabilizzati i volontari che possano così supportare l’Amministrazione nell’aumento di giorni e orari di apertura.

Il testo della mozione

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/07/2016.07.12_Mozione_Ampliamento-apertura-biblioteca.doc”]

Antimafia, PD: una Commissione nel Comune di Busto Arsizio

Istituire una Commissione permanente antimafia all’interno del Consiglio comunale di Busto Arsizio: questa la richiesta che ho inviato questa mattina all’ufficio protocollo del Comune di Busto Arsizio. Questa la promessa che avevo fatto in campagna elettorale e che ho voluto mantenere.

Mi sono candidato anche per portare al centro dell’attenzione e dell’azione politica la lotta alla mafia e l’educazione alla legalità. Con questa proposta di delibera, con il Gruppo PD incominciamo a fare il primo passo.

I compiti della Commissione

Se approvati, saranno diversi i compiti proposti in capo alla nuova”Commissione consiliare permanente per lo studio e la promozione di azioni amministrative finalizzate alla prevenzione e al contrasto del radicamento e del condizionamento delle organizzazioni di tipo mafioso, alla lotta alla corruzione e all’evasone fiscale”.

  • Conoscere, valutare, acquisire, proporre regole, indirizzi, buone prassi attivate o attivabili dall’Amministrazione comunale in tema di lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso;
  • Studiare e proporre convenzioni e protocolli d’intesa da sottoscrivere con istituzioni, enti e associazioni che promuovono regole e buone prassi nella lotta alla presenza e al radicamento del potere criminale di tipo mafioso;
  • Sostegno alle vittime di racket, di usura, di minacce e atti intimidatori;
  • Promuovere percorsi formativi per dirigenti, funzionari e amministratori pubblici sui diversi temi collegati all’oggetto di lavoro della Commissione;
  • Promuovere la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie presenti sul territorio di Busto Arsizio;
  • Sostenere tutte le persone esposte nella quotidiana battaglia per la legalità, contro il potere criminale mafioso;
  • Conoscere, promuovere, proporre iniziative in tema di educazione alla legalità democratica e all’antimafia sociale, in particolare nelle scuole cittadine.

Di seguito riporto il testo integrale della proposta di delibera

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Stati Uniti d’Europa: da Bruxelles a Busto Arsizio le politiche di sviluppo per il nostro territorio

Una unione federali di Stati attraverso la formazione degli Stati  Uniti d’Europa, un’unica politica economica e fiscale, una equiparazione dei titoli di studio acquisiti nei vari Stati dell’Ue e soprattutto il riconoscimento dei valori della solidarietà e dell’integrazione come fondanti del nostro essere cittadini europei.

A una settimana di distanza dalla Brexit ho partecipato, insieme a circa altri 150 ragazzi selezionati in tutta Italia, a una Summer School di tre giorni a Bruxelles organizzata dalla delegazione italiana del Gruppo Socialists & Democrats del Parlamento europeo.

Bruxelles, Parlamento Europeo, S&D, Socialists and Democrats

Il ruolo e le opportunità dell’Italia al Parlamento europeo

Ad accoglierci mercoledì 29 giugno sono stati la Presidente della delegazione italiana, on. Patrizia Toia, insieme all’Eurodeputato più giovane del Gruppo S&D, il Giovane Democratico Brando Benifei, e il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Con loro abbiamo approfondito il diverso funzionamento del Parlamento europeo rispetto a quello italiano (a Bruxelles e Strasburgo il lavoro maggiore viene fatto nelle Commissioni tematiche, non in seduta plenaria) e l’opportunità (così l’ha definita Bonaccini) che l’Europa rappresenta per l’Italia. Lui grazie ai fondi europei è riuscito a far crescere gli investimenti dedicati alle aziende del territorio, così possiamo fare anche noi con le nostre.

Stefano Bonaccini, Emilia Romagna, Bruxelles, Parlamento europeo

Immigrazione: non un problema nazionale, ma un tema europeo

Venerdì 30 abbiamo incontrato il Presidente del Gruppo S&D, Gianni Pittella, un italiano a capo di tutto il centro sinistra europeo, che ha incentrato il suo discorso sul tema dell’immigrazione (il tema, non un problema ha sottolineato) che investe tutti i paesi europei, a partire dal livello comunale fino a quello nazionale. “Se l’umanità non difende il principio della solidarietà, non è più umanità” ha sottolineato Pittella, mentre con l’ex Ministro Cecile Kyenge abbiamo parlato delle sue proposte perché il tema diventi europeo, abolendo il trattato di Dublino e facendo così in modo che non siano i singoli Stati e comuni a doversene far carico, ma l’Europa in quanto tale.

Le possibilità di sviluppo per le imprese e il lavoro

Un esempio di politica europea che incide sui cittadini: nel workshop dedicato alle politiche economiche abbiamo parlato di come il nostro Gruppo è riuscito a far passare l’abolizione del costo del roaming per le chiamate fatte fuori dall’Italia. Un piccolo successo che delinea un sentiero: stessi costi in tutti gli Stati Ue. Un primo passo verso il pensiero di “stessi lavori, stesse retribuzioni in tutta Europa“, che altro non vuol dire che unico mercato del lavoro. Passi fondamentali per le nostre aziende che tutti i giorni scambiano merci in tutta Europa e i nostri giovani che possono vedere ampliate le possibilità di occupazione oltre i confini nazionali.

Massimo Brugnone, Parlamento europeo, Bruxelles

Più Europa in Italia, più Europa a Busto Arsizio

Più Italia in Europa (lo stiamo facendo, con i nostri Parlamentari europei e con il lavoro del Presidente del Consiglio Renzi), più Europa in Italia. Non sono pochi gli imprenditori che anche a Busto Arsizio già lavorano a livello internazionale: con un collegamento diretto con l’Europa possiamo e dobbiamo dargli ancora maggiori possibilità di sviluppo. Ascoltare le loro esigenze, lavorare insieme per le prospettive future che possano proiettare verso il mercato unico europeo non solo le grandi, ma anche le piccole e medie imprese che grazie a internet e la digitalizzazione possono vendere i propri prodotti da Busto Arsizio in tutta Europa.

“Pensare globale, agire locale”: in questi giorni ho avuto la fortuna di fare un primo passo verso l’Europa. La sfida adesso è portare l’Europa a Busto Arsizio: io ci metto #massimoimpegno