Sant’Edoardo: cambia la modalità di raccolta della spazzatura

Prende il via venerdì 16 giugno nel quartiere Sant’Edoardo di Busto Arsizio la sperimentazione di nuova modalità di raccolta della spazzatura che prevede la presenza dei microchip all’interno del sacco dell’indifferenziata.

Che cosa cambia

Niente più sacchi viola. Da venerdì 16 giugno l’indifferenziata andrà buttata all’interno dei nuovi sacchi azzurri dotati di etichette adesive al cui interno è inserito un microchip identificativo dell’utente.

Il microchip contiene i dati relativi all’utente che verranno letti e registrati automaticamente durante la raccolta dei sacchi attraverso un apposito dispositivo posto sui mezzi, insieme a data e luogo del prelievo del sacco.

Successivamente i singoli sacchi verranno pesati e l’Amministrazione inizierà così la raccolta dei dati che servirà in futuro a determinare le nuove tariffe puntuali.

Giorni e orari di raccolta non vengono modificati. I sacchi viola, però, non saranno più raccolti da Agesp.

Quali sono le vie coinvolte?

  • Via Adda
  • Via Alessandria
  • Via Asti
  • Via Bergamo
  • Via Cicerone
  • Via della Liberazione
  • Via Don Gianotti
  • Via De Amicis
  • Via Gravina
  • Via Monza
  • Via Muratori
  • Via Orazio
  • Via Ovada
  • Via Ovidio
  • Piazza Tripoli
  • Via Pindemonte
  • Via Sondrio
  • Via Treviglio
  • Via Valenza
  • Viale Alfieri
  • Viale Boccaccio
  • Viale Virgilio

Quali sono i vantaggi?

In questa fase non cambia nulla. L’Amministrazione utilizzerà però i dati raccolti durante la sperimentazione nel quartiere Sant’Edoardo per misurare il peso che le diverse tipologie di utenza producono.

Una determinato il peso medio della spazzatura indifferenziata che le diverse utenze producono, si potrà avviare la fase di raccolta e corrispettivo pagamento puntuale: chi produce più indifferenziata, pagherà di più; chi migliorerà nel differenziare la spazzatura e diminuirà quindi la produzione di indifferenziata, pagherà di meno.

Come verrà determinato il risparmio economico per i cittadini?

Non è ancora stata presa una decisione precisa. Una delle ipotesi in campo è che “fatto 100” il costo di smaltimento di una determinata quantità di spazzatura, se alla fine dell’anno l’utenza ne produrrà un quantitativo minore, e quindi il costo di smaltimento sarà ad esempio 90, quel dieci di risparmio verrà ridato al cittadino.

Dove ritirare i sacchetti azzurri?

Se non ancora ritirati, è possibili richiedere i sacchetti azzurri presso lo sportello Agesp di via Canale aperto dal lunedì al sabato dalle 7.00 alle 19.00.

Numero verde: 800 439 040

Cosa cambia per gli altri tipi di rifiuti?

Niente. Per quanto riguarda la plastica bisognerà continuare a gettarla nei sacchi gialli, il vetro nei bidoni verdi, la carte nei bidoni bianchi e l’umido negli appositi sacchetti e poi nei bidoni marroni.

Leggi la guida su come suddividere i diversi tipi di rifiuti

 

Orari Biblioteca Busto Arsizio – Estate 2017

Biblioteca Busto Arsizio

Orario estivo della biblioteca di Busto Arsizio in vigore da sabato 10 giugno a sabato 9 settembre.

Lunedì, Mercoledì e Venerdì

Orario continuato dalle 9.00 alle 18.45

Martedì, Giovedì e Sabato

Orario ridotto dalle 9.00 alle 14.00

Info di servizio:

Sezione di storia locale: sarà aperta su appuntamento il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.30  e dalle 14.30 alle 18.45.

Documenti prenotati: si ritirano presso il bancone del piano terra (ingresso via Marliani).

Sezione ragazzichiusa al pubblico a causa di alcuni incontri dedicati alle scuole materne nelle mattine di lunedì 12 giugno, dal 19 al 23 giugno e lunedì 26 giugno.

Chiusure straordinarie: sabato 24 giugno (festa patronale) e lunedì 14 agosto 2017.

Ricordo che è possibile prenotare on line i libri della Biblioteca di Busto Arsizio e di tutta la Provincia di Varese attraverso il servizio webopac.

Discarica Busto Arsizio – orari del centro multiraccolta rifiuti

Discarica, Busto Arsizio, centro multiraccolta

Giorni e orari apertura discarica Busto Arsizio

Il centromultiraccolta di Busto Arsizio è aperto nei seguenti giorni e orari:

  • Da lunedì a venerdì: 9.00 – 12.00 e 14.00 – 18.30
  • Sabato: 9.00 – 18.30
  • Domenica: 8.30 – 12.30

Indirizzo

Via Tosi ang. via dell’Industria

Accesso con tessera magnetica

Dal 5 ottobre 2015 la discarica di Busto Arsizio è dotata di un sistema automatico di accesso funzionante con tessera.

Per le utenze domestiche i cittadini possono accedere al Centro Multiraccolta con la Carta Regionale dei Servizi (CRS).

Le utenze non domestiche – aziende, imprese, artigiani, ecc. – iscritte al ruolo della tassa rifiuti devono richiedere l’apposita tessera per l’accesso al Centro, compilando la relativa modulistica scaricabile sul sito di Agesp.

La modulistica debitamente compilata deve essere fatta pervenire all’ufficio SUAP – Comune Busto Arsizio secondo una delle seguenti modalità:

  • via e – mail: protocollo@comune.bustoarsizio.va.legalmail.it.
  • per posta: SUAP – Via F.lli d’Italia, 12 – 21052 Busto Arsizio
  • con consegna personale: presso ufficio Protocollo Comune di Busto Arsizio – Via F.lli d’Italia, 12 – 21052 Busto Arsizio

FAQ – domande e risposte

Raccolta differenziata Busto Arsizio: come dividere i rifiuti

A Busto Arsizio è in funzione il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Ogni famiglia deve quindi dividere la spazzatura prodotta secondo cinque categorie:

  • Frazione residua (indifferenziata)
  • Carta, cartone e tetrapak
  • Frazione organica (umido)
  • Plastica
  • Vetro, alluminio e banda stagnata

Ma cosa va dove? Sul sito di Agesp, società che si occupa della raccolta rifiuti, è presente una descrizione puntuale. Ve la riporto.

Indifferenziata

raccolta differenziata, indifferenziata, frazione residua, busto arsizio

Cosa si può buttare nel sacco viola

Rifiuti residuali non altrimenti recuperabili; stracci e tessuti; carta sporca, unta; carta plastificata, oleata, chimica e carbone; garze, cerotti e siringhe esclusivamente con ago protetto; pannolini; fazzoletti usati; bastoncini per l’igiene delle orecchie; lettiere per animali; mozziconi di sigaretta; sacchi per aspirapolvere; lampadine ad incandescenza (protette); audio e video cassette; giocattoli, bottoni; cenere del camino; polistirolo da imballaggio, postate in plastica.

Non si può buttare nel sacco viola

Frazioni differenziate; rifiuti ingombranti; rifiuti liquidi; rifiuti pericolosi (spray, pile, neon, venirci, etc.); oggetti acuminati (che possono lacerare i sacchi o provocare lesioni agli addetti); tetrapak (contenitori di latte, vino, succhi di frutta, etc.); materiali ferrosi.

Carta, cartone e tetrapack

carta, cartone, tetrapack, raccolta differenziata, busto arsizio

Cosa si può buttare nella carta

Carta e cartone; giornali, riviste, quaderni, fogli; biglietti; cartellette; scatole, scatoloni fustellati di cartone; libri; imballaggi primari e secondari, etc.; tetrapack (contenitori di latte, vino, succhi di frutta, etc.).

Non si può buttare nella carta

Carta oleata, plastificata o chimica; fustini dei detersivi plastificati; carta sporca.

Umido

frazione organica, umido, raccolta differenziata, busto arsizio

Cosa si può buttare nell’umido

Scarti e avanzi di cucina crudi e cotti; gusci d’uovo; scarti di frutta e verdura; lische, ossa; fondi di caffè, bustine di the; interiora di piccoli animali; croste di formaggio; pane; gusci, bucce, baccelli, ortaggi, noccioli.

Non si può buttare nell’umido

Scarti liquidi; sfalci e resti di giardinaggio; plastica, polistirolo; carta oleata, tetrapack; barattoli; tubetti; spray; vaschette; lettiere di animali; stracci, pannolini; medicinali; garze, cerotti.

Plastica

plastica, raccolta differenziata, busto arsizio

Cosa si può buttare nel sacco giallo della plastica

Contenitori in plastica per liquidi costituiti da PET (bottiglie d’acqua o bevande, etc.), PE (flacconi per detergenti e cosmetici, etc.); PVC (bottiglie d’acqua etc.); tubetti salsa e dentifricio; confezioni rigide/flessibili per alimenti (es. affettati, formaggi, pasta fresca, frutta, verdura); buste e sacchetti per alimenti; vaschette porta-uova, vaschette e barattoli per gelati, contenitori per yougurt e dessert; reti per frutta e verdura; film e pellicole; vasi per vivaisti; piatti e bicchieri in plastica.

Non si può buttare nel sacco giallo della plastica

Oggetti in plastica (giocattoli, cassette frutta, etc.); qualsiasi manufatto non in plastica, beni durevoli in plastica (elettrodomestici, articoli casalinghi, complementi d’arredo); custodie per cd, musicassette e videocassette; posate in plastica; canne per irrigazione; barattoli e sacchetti per colle, vernici e solventi; borse e zainetti, posacenere e portamatite; cartellette portadocumenti; componentistica e accessori auto; vasi e sottovasi.

Vetro

vetro, alluminio, busto arsizio, raccolta differenziata

Cosa si può buttare nel secchiello del vetro

Rifiuti vetrosi (bottiglie, vasetti, bicchieri) di qualsiasi colore senza tappi; rifiuti di alluminio (lattine, barattoli, vaschette e fogli marcati “AL”, etc.); barattoli di latta (scatole di pelati, del tonno, etc.).

Non si può buttare nel vetro

Oggetti in ceramica (piatti, tazzine, etc.); oggetti in plastica (sacchetti, etc.); specchi e lampadine; lastre di vetro; oggetti in ferro; confezioni rivestite di carta o di sostanze sintetiche (sacchetti dei surgelati e delle minestre confezionate).

Dove buttare i materiali ingombranti?

Esistono alcuni tipi di rifiuti non soggetti alla raccolta differenziata porta a porta: per queste categorie si può usufruire del Centro Multiraccolta di Busto Arsizio.

Leggi qui gli orari di apertura del Centro Multiraccolta di Busto Arsizio

Quando viene raccolta la spazzatura?

Andando sul sito di Agesp è possibile inserire la propria via e visualizzare i giorni esatti in cui viene ritirata la spazzatura.

Ambiente: la mala-gestione del verde a Busto Arsizio (foto e video)

Alberi appena nati e tagliati durante la manutenzione del verde, altri che spuntano e crescono direttamente dai marciapiedi; erba tagliata e lasciata per terra che copre i tombini e li intoppa in caso di pioggia, cartelli pubblicitari piantati su tronchi di alberi tagliati e abbandonati. Ecco il reportage fotografico e video che ha portato all’interrogazione del Gruppo consiliare PD sulla manutenzione del verde a Busto Arsizio

Abbraccia un albero (e assicurati non venga tagliato)

Chi parla nel video qui sopra è Andrea Pozzi, partecipante di una delle passate edizione dell’iniziativa di Legambiente “Abbraccia un albero”, effettuata in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Busto Arsizio in un pezzo di terreno compreso tra viale Toscana, via Stradella e via XXIV maggio ed in cui erano stati piantati sei alberi.

La cura dei sei alberi in questi anni è stata portata avanti da Andrea con attenzione al fine di evitare che gli alberi, ancora piccoli rispetto alla vegetazione intorno, venissero tagliati e ha così provveduto a proprie spese a recintare i suddetti alberi con una rete di protezione. Nonostante questo, come si vede nel video, due dei sei alberi sono stati tagliati.

Gli alberi spuntano e crescono dai marciapiedi

Chiamato da Andrea, lo scorso 24 settembre abbiamo fatto insieme un piccolo giro tra le strade della città. Dall’altro video qui sopra si vede benissimo come il marciapiede di viale Toscana sia completamente abbandonato, tanto che gli alberi spuntano e crescono direttamente dal cemento.

Abbiamo poi girato a piedi tra alcune vie cittadine, soprattuto tra la zona di Borsano e Sant’Edoardo, ed è possibile vedere dalle foto qui sotto come nonostante quel giorno l’erba fosse stata tagliata da poco, in molte zone continui a spuntare direttamente dai marciapiedi. Non solo: lì dove appena tagliata, l’erba è stata abbandonata per strada tanto da finire a coprire alcuni tombini che sarebbero quindi stati intasati in caso di pioggia, provocando possibili allagamenti.

[huge_it_slider id=”5″]

L’interrogazione del PD in Consiglio comunale

Preso atto della situazione, con il Gruppo consiliare del PD abbiamo preparato e protocollato un’interrogazione in cui chiediamo di conoscere:

  • i responsabili del taglio degli alberi ubicati tra via Stradella, via XXIV Maggio e Viale Toscana;
  • chi ha in gestione la cura del verde nella città di Busto Arsizio e quali siano le disposizioni date dall’Amministrazione circa la manutenzione del verde in città;
  • se l’Amministrazione abbia in programma un piano strategico per la sistemazione dei viali alberati e la risoluzione definitiva dell’erba che fuoriesce dai marciapiedi di molte zone della nostra città.

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/10/2016.10.23_IC_Manutenzione-del-verde-Busto-Arsizio.doc”]

Family bag e riduzione della Tari per chi dona: impegniamoci contro lo spreco alimentare

Il 2 agosto è stata approvata – a larghissima maggioranza ed via definitiva dal Parlamento – la proposta di legge recante “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Legge entrata in vigore lo scorso 14 settembre 2016.

Le finalità della legge sul contrasto allo spreco alimentare

La legge, di cui la prima firmataria è l’on. di Fagnano Olona Maria Chiara Gadda, persegue la finalità di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari (ivi inclusa la ristorazione scolastica), attraverso iniziative volte a favorire il recupero delle eccedenze a fini di solidarietà sociale, assegnando una priorità al consumo umano a favore di persone indigenti.

Legge spreco alimentare, Mozione Busto Arsizio

La mozione: tavolo di coordinamento, family bag e riduzione della Tari

A Busto Arsizio e nel nostro territorio sono già diverse le associazioni di volontariato impegnate nel contrasto allo spreco alimentare, ma proprio per questo, perché la nostra città è terreno fertile di buone pratiche, su questi temi possiamo e dobbiamo fare di più. Le realtà che già operano con grande successo in città devono essere supportate e incentivate maggiormente. Ecco il perché della nostra mozione.

Che cosa chiediamo all’Amministrazione di Busto Arsizio?

  • che venga costituito un tavolo di coordinamento, che coinvolga istituti scolastici, enti caritativi, associazioni culturali, gruppi e organizzazioni del territorio, funzionari pubblici, grande distribuzione e il Distretto Urbano del Commercio, al fine di promuovere nuove progettualità e divulgare pratiche “anti spreco”;
  • che i titolari di attività di somministrazione vengano sensibilizzati sul tema e coinvolti dall’Amministrazione in attività di contrasto agli sprechi alimentari e, nello specifico, si promuova il rilascio di appositi contenitori – denominati anche “family bag” – così da permettere ai clienti di portare a casa il cibo e/o le bevande avanzati a tavola. Si definiscano, di concerto con gli operatori, le modalità per pubblicizzare, anche attraverso il sito internet del comune, tali iniziative;
  • che venga applicato un coefficiente di riduzione alla tariffa rifiuti proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione da parte di chi produca o distribuisca beni alimentari e che a titolo gratuito ceda, direttamente o indirettamente, tali beni alimentari agli indigenti e alle persone in maggiori condizioni di bisogno ovvero per l’alimentazione animale;
  • che venga definita una rendicontazione annuale in Consiglio Comunale delle diverse iniziative messe in campo e dei risultati ottenuti.

Ecco il testo della mozione

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/10/2016.10.04_Mozione_Iniziative-in-materia-di-contrasto-allo-spreco-alimentare.doc”]

Emergenza profughi: ripartiamo con responsabilità e professionalità

Sono andato in via Dei Mille. Da solo. Dopo le manifestazioni, le polemiche, le varie interviste (di altri) di questi giorni, ho voluto aspettare prima di parlare. Ragionare a mente fredda. Osservare. Studiare.

Ho riletto (qui uno dei tanti articoli sulla protesta dei profughi in piazza Plebiscito), mi son fatto raccontare l’esito del colloquio di questa mattina con il Sindaco (qui una sintesi) e questo pomeriggio sono andato in via Dei Mille per guardare con i miei occhi. Non ho fatto video, niente foto, dovrete accontentarvi delle mie parole.

L’attuale situazione

Niente più striscioni fuori dallo stabile. Nessuna protesta né sit-in o “pericoli pubblici”, come li ha definiti qualcuno. Sono entrato e all’ingresso c’erano alcuni ragazzi che mi hanno salutato. “C’è qualcuno che parla italiano?” ho chiesto. “Sì, vieni”.

Incontro qualcuno di loro. Gli chiedo se sono soddisfatti dell’incontro avuto con il Sindaco: “Sì, ha detto che in una settimana ci fa sapere per la carta d’identità. Chiediamo solo questo. Poter avere il permesso di soggiorno per poter fare qualcosa. Sono due anni che io sono qua. Vorrei andare a raccogliere i pomodori in Puglia se potessi, ma non posso. Sono bloccato qua”.

Non vi descrivo il giro dello stabile, potete leggerlo da soli qui (link), ma vi racconto della tranquillità, pacatezza, umanità di cinque ragazzi con cui ho scambiato quattro chiacchiere e che altro non chiedono di poter “fare qualcosa, qualsiasi cosa”. E di farlo in regola. Rispettando le leggi italiane. Senza lavorare in nero e pagando le tasse. Uomini, veri.

L’altro centro profughi presente in città

Veniamo all’aspetto politico. E parto da un articolo di VareseNews in cui si racconta di un’altra realtà presente in città: Casa Onesimo. Vi riporto alcune frasi.

Qui 20 profughi e alcuni detenuti del carcere di Busto Arsizio convivono da diversi anni. […] Angelo spiega come funziona la vita in questo edificio: «Certamente anche qui abbiamo i nostri problemi ma cerchiamo di risolverli facendo sentire tutti come se fossero parte di una grande famiglia – spiega – prediligiamo il rapporto uno a uno, facciamo colloqui e cerchiamo di incontrare le esigenze per quanto è possibile ma in cambio chiediamo di seguire la scuola di italiano e di imparare le regole base della convivenza in Italia». (Link all’articolo intero).

Che cosa fare

Il “problema” e il tentativo di una soluzione sta prima di tutto nella professionalità di chi gestisce i centri d’accoglienza. Per aiutare i profughi ci vogliono professionisti. Per aiutare persone che sono state torturate, che scappano da una guerra, che hanno abbandonato la propria famiglia, ci vogliono psicologi, educatori, professionisti. Per aiutare chi ha un carattere grintoso e irascibile, ci vuole chi sa ascoltarlo, capirlo, tranquillizzarlo. Per dar qualcosa da fare a un ragazzo tenace che ha voglia di riscatto, ci vuole qualcuno capace di offrirgli la possibilità di fare quel qualcosa.

Ecco che l’attenzione si deve spostare allora dai profughi (dei quali tutti quanti, spero, capiamo più o meno la situazione) a chi prende in carico la gestione. E la gestione di via De Mille in questi anni è stata pessima. L’attenzione da parte della politica locale è stata inesistente. I controlli da parte di chi doveva verificare, probabilmente, nulli.

Se leggiamo in sintesi le richieste di questi ragazzi sono due: carta d’identità (per poter essere in regola), cambio della cooperativa che “gestisce la loro vita”. Ed ecco il nodo cruciale (e il motivo per cui invito a leggere l’articolo su Casa Onesimo).

Il problema non sono i 35 euro a rifugiato. Il problema sono come vengono spesi questi 35 euro a rifugiato. Via Dei Mille ci deve insegnare che non può e non deve bastare un letto, un bagno e un qualche cibo dato. Questo è ciò che serve a sopperire a un’emergenza, ma la Politica deve guardare lontano. Deve progettare il lungo periodo. Non deve solo sfamare gli affamati, deve costruire percorsi formativi che facciano diventare le persone cittadini.

Ripartiamo con responsabilità e professionalità

Ho già scritto troppo. L’argomento è lungo e complesso e queste mie parole sono solo l’inizio di un percorso non solo di riflessione, ma soprattutto d’azione. Bene l’attenzione del Sindaco. Bene l’attivarsi per le Carte d’Identità. Bene voler chiedere al Prefetto di cambiare la gestione del centro di via Dei Mille. Adesso, però, non sbagliamo più. Non possiamo più permetterci una KB srl. Ma non possiamo nemmeno permetterci di fare tutto da soli. Come scritto sopra, servono professionisti. Servono competenze e strumenti. Servono tempi e spazi.

Studiamo le soluzioni migliori, le strade da percorrere (una potrebbe essere quella dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ma facciamolo in fretta. Non possiamo più permetterci di far finta di niente. E’ ora che la Politica si assuma le sue responsabilità

ex Conventino e ciminiera Borri: chiediamo una perizia e la loro tutela

Abbiamo presentato questa mattina una mozione in cui chiediamo all’Amministrazione di procedere a una perizia rispetto ai beni storico-culturali da tutelare all’interno dell’ex Conventino. Chiediamo inoltre di non procedere ad alcun tipo di lavoro prima dei risultati di queste perizie.

ex Conventino, Busto Arsizio

Già predisposti 899.755 euro: che fine farebbero?

All’interno della mozione che trovate qui sotto chiediamo inoltre che i risultati della perizia vengano discussi in Consiglio comunale e solo dopo si proceda ai lavori. Lavori che per i quali il Consiglio comunale del 26 novembre 2015 ha deliberato che devono essere utilizzati i fondi (quantificati in 899.755 euro) che la società che sta facendo i lavori in Piazza Vittorio Emanuele avrebbe dovuto utilizzare per la realizzazione del parcheggio interrato. Nel caso così non fosse, chiediamo dunque cosa l’Amministrazione intenda fare con quei soldi.

La Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri rimanga simbolo della nostra storia economica

Infine, capitolo ulteriore dedicato alla Ciminiera adiacente all’ex Calzaturificio Borri per la quale anche chiediamo una perizia e che, a memoria della storia economica della nostra città, venga lasciata esattamente dov’è, così come avvenuto ad esempio con quella presente al Parco Milani.

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/09/2016.09.06_Mozione-Salvaguardia-storico-culturale-Ciminiera-ex-Calzaturificio-Borri-ed-ex-Conventino.doc”]

Zona industriale Busto Arsizio: quando sarà costruita l’Area servizi?

Era uno dei nostri punti nel programma della campagna elettorale: la costruzione di un’area servizi per le imprese all’interno della zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio. Cosa intende fare ora l’amministrazione guidata dal Sindaco Antonelli?

La zona industriale di Sacconago a Busto Arsizio

Situata nel quartiere di Sacconago, nella zona industriale di Busto Arsizio,  sono ubicate più di 140 imprese per un totale di 350mila metri quadrati di capannoni.

Al momento del loro insediamento, le imprese hanno stipulato con il Comune di Busto Arsizio alcune Convenzioni in cui venivano definiti gli oneri di urbanizzazione che le imprese stesse hanno successivamente pagato. Questi oneri sarebbero dovuti essere utilizzati dal Comune per costruire un’Area servizi: così non è stato.

La totale mancanza di qualsiasi tipo di servizio

Come si vede anche dalla cartina qui sotto, la zona industriale di Sacconago è completamente staccata e isolata dal resto della città. Se questo da un lato è un vantaggio per la viabilità dei camion e quindi del trasporto merci, dall’altro isola completamente i migliaia di lavoratori che ogni giorno “vivono” la zona.

Non esiste trasporto pubblico per recarsi a lavoro. Non esistono banche dove effettuare operazioni finanziarie o banalmente mense dove potersi recare a mangiare in pausa pranzo. Questo anche perché l’amministrazione comunale ha vietato servizi di catering interni o mense aziendali nelle vicinanze.

Zona Industriale, Busto Arsizio, Zona produttiva

La costruzione di un’Area servizi

E’ una necessità sottolineata anche da una recente inchiesta di Confartigianato e alla quale vogliamo dare la massima attenzione. Non solo attraverso la soddisfazione dei bisogni primari. La zona industriale di Sacconago è una delle più grandi della Lombardia e può, e deve essere motore pulsante della nostra economia. Qui i lavoratori devono sapere di poter lavorare e vivere conciliando i bisogni professionali con quelli privati, a partire dall’esempio più semplice della costruzione di un asilo dove poter portare i propri figli all’insediamento di un presidio medico a servizio di tutte le aziende.

Anche sa all’opposizione, continuiamo a portare avanti il nostro programma e la nostra visione di una Busto Arsizio migliore. Ecco il testo dell’interrogazione a firma dell’intero Gruppo PD di Busto Arsizio.

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/08/2016.08.03_IC_Area-servizi-zona-produttiva-sacconago.doc”]

Biblioteca, CIE e piazza Toselli: il Consiglio comunale del 28 luglio 2016

Interogazione sulla mancanza di un Direttore e ampliamento degli orari e dei giorni di apertura della Biblioteca comunale, istituzione della Carta d’Identità Elettronica e rifacimento di piazza Tosseli a Borsano.

Ecco la convocazione e l’ordine del giorno del Consiglio comunale di Busto Arsizio che si terrà giovedì 28 luglio a partire dalle ore 21.00.

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/07/Convocazione-Consiglio-comunale-Busto-Arsizio_28-luglio-2016.pdf”]

[gview file=”http://www.massimobrugnone.it/wp-content/uploads/2016/07/Ordine-del-giorno-Consiglio-comunale-Busto-Arsizio_28-luglio-2016.pdf”]